LV8 si è presentata fin da subito come una sfida stimolante. Attraverso una dinamica di learning by gaming, ho affrontato una serie di missioni e quiz ambientati in contesti lavorativi e quotidiani simulati. Questo approccio mi ha permesso di sviluppare hard skills legate all’alfabetizzazione digitale, ma il vero valore aggiunto è stato lo sviluppo delle soft skills (le competenze trasversali).
Durante le sessioni sulla piattaforma, ho dovuto allenare costantemente:
Trovare soluzioni rapide ed efficaci a problemi simulati, proprio come accade nel mondo del lavoro.
Analizzare le informazioni digitali, imparando a distinguere i dati rilevanti dalle distrazioni.
Capire i miei punti di forza e i miei limiti, livello dopo livello, per poter migliorare le mie performance.
L’ottenimento dei badge digitali al termine del percorso non è stato solo un traguardo formale, ma la certificazione tangibile di una crescita personale e della mia capacità di adattamento alle nuove tecnologie. Considero l’esperienza con LV8 un pilastro fondamentale del mio percorso di orientamento. Questa piattaforma mi ha aiutato a capire che l’apprendimento non si esaurisce tra i banchi di scuola, ma continua attraverso gli strumenti digitali che utilizziamo ogni giorno.
Lascio questa esperienza con una maggiore consapevolezza delle mie capacità e con una mente più aperta e flessibile. LV8 mi ha fornito una “cassetta degli attrezzi” di competenze trasversali che so mi saranno indispensabili sia per affrontare l’ultimo anno di scuola superiore, sia per navigare con sicurezza nel mio futuro percorso universitario e professionale.

ORIENTAMENTO 25/26
Comprende il percorso con le ultime 5 ore dedicate al “Fascination of Plants Day” presso l’Università degli Studi di Salerno (Unisa). Questa giornata mi ha letteralmente affascinato, mostrandomi il lato più innovativo e vitale delle scienze vegetali e della sostenibilità, completando idealmente il cerchio della mia formazione biologica e ambientale. Considero questa attività il vero fulcro del mio quarto anno, poiché ha rappresentato il momento di passaggio in cui le riflessioni astratte sul mio futuro si sono trasformate in un’esperienza concreta, visiva e profondamente formativa. Orientarsi, per me, non ha significato semplicemente scegliere una facoltà, ma iniziare a capire quale posto desidero occupare nella società di domani.
Partecipare alle giornate di orientamento dell’Università degli Studi di Salerno mi ha permesso di fare un salto in avanti nel tempo. Ricordo l’impatto iniziale: l’energia del Campus di Fisciano, l’organizzazione degli spazi, la vastità delle aule e la quantità di studenti che si muovevano con autonomia. Questa atmosfera ha scardinato l’idea che avevo dell’università, trasformandola da “scuola più grande” a “luogo di infinite possibilità”. Questa esperienza ha segnato il momento esatto in cui il mio futuro ha smesso di essere un’incognita astratta per diventare un progetto concreto. Non si è trattato di una semplice raccolta di informazioni, ma di una vera e propria prova generale del mio domani.
L’impatto con il Campus, il dialogo con i docenti e il confronto con gli studenti universitari mi hanno privato delle insicurezze tipiche di questa fase scolastica, trasmettendomi invece una forte motivazione. Oggi guardo all’ultimo anno di scuola superiore e al successivo percorso accademico con una consapevolezza nuova: so che la scelta dell’università non sarà frutto del caso, ma il risultato di un percorso di riflessione autonomo, maturo e informato. Torno sui banchi di scuola non solo per concludere un ciclo di studi, ma con la consapevolezza di avere in mano la bussola per iniziare il prossimo.







